Goji dal (per il) Tibet

Qualcuno pensa che per fare beneficenza si debba essere necessariamente ricchi.

Qualcuno crede che sia solo un modo per farsi pubblicità.

Qualcuno sostiene che serva a ripulirsi la coscienza.

 

Noi di SuperCibo vogliamo solo raccontare una storia.

Rosa Canina, il SuperCibo di Babbo Natale

Manca pochissimo al Natale e siamo circondati da Babbi Natale appesi alle finestre, pubblicità di Panettoni e negozi aperti 36 ore su 24 per permetterci di fare gli ultimi regali. C’è a chi piace questo clima, a chi no, ma una cosa è innegabile: fra qualche giorno la maggior parte di noi si troverà riunita intorno ad un tavolo a scambiarsi sorrisi e regali. Ma stiamo andando fuori tema. Il protagonista indiscusso del Natale è senz’altro lui: Santa Claus (Stati Uniti), Babbo Natale (Italia), Father Christmas (UK), Père Noël (Francia)1. Chiamatelo come volete, ma senza di lui e senza tutto quel rosso non sarebbe lo stesso. E allora proviamo a giocare anche noi con il Natale e chiediamoci: ma Babbo Natale, mangerà SuperCibi?

Laminaria Saccharina: la Kombu dalla Bretagna

La Kombu è un’alga mediamente conosciuta nel mondo dell’alimentazione, soprattutto da chi è attratto dall’alimentazione orientale. In tanti ristoranti giapponesi, ad esempio, viene utilizzata proprio quest’alga per moltissimi piatti, come zuppe e brodi. È argomento di discussione diffuso, ad esempio, il fatto che l’alga Kombu venga usata o meno anche per la cottura del riso utilizzato poi per il Sushi. Quello che forse pochi sanno è che il termine kombu può riferirsi ad almeno due (le più importanti) varietà di alga: una ha nome scientifico Laminaria Digitata, l’altra Laminaria Saccharina. Entrambe sono principalmente originarie del Giappone e dei mari asiatici in generale, ma ora è possibile trovarne tante coltivazioni molto più vicine a noi. In particolare in Bretagna.

Seccare il cibo è un Arte

Talvolta si pensa ai cibi secchi come ad un qualcosa di strano, di incompleto. In realtà la tecnica di essiccamento del cibo è molto antica: una volta la procedura veniva effettuata all’aperto, sotto il sole; ora invece la tecnologia ci ha permesso di portare questa procedura a livelli molto più pratici e produttivi. Ad esempio in un fungo l’80-90% è acqua, quindi è facile comprendere come essiccare un prodotto come un fungo possa essere in effetti particolarmente conveniente anche dal punto di vista del trasposto, non solo della conservazione.

Reishi: il fungo soprannaturale

Quanti di noi, davanti ad un buon piatto di tagliatelle ai funghi porcini, si è mai chiesto se i funghi potessero avere qualche proprietà da super cibo? Probabilmente nessuno. Giustamente, per altro, visto che il sapore forte e particolare dei funghi fa dimenticare presto qualsiasi buona intenzione nutritiva! Addentriamoci in questo mondo, allora, visto che la varietà di funghi presenti al mondo è enorme. I funghi, in generale, hanno un bassissimo apporto calorico, una quantità di grassi media quasi pari a zero e sono un’ottima fonte di sali minerali. Sono inoltre un ottimo alimento per rafforzare le difese immunitarie, avendo mediamente una buona quantità di vitamine del gruppo B e una serie di antiossidanti utili al nostro organismo. La domanda da porci è: sono o non sono un super cibo? Tra tutti i funghi, ce ne sono alcuni che hanno proprietà nutritive molto più elevate di altri. Un esempio? Il Reishi.

Olio di cocco: non tutti i grassi saturi sono uguali

Da circa mezzo secolo si è a conoscenza degli effetti benefici dell’olio di cocco che per questo è stato considerato un alimento sano almeno fino a trent’anni fa, quando i media divulgarono la notizia che i grassi saturi causerebbero malattie cardiache. Improvvisamente, quindi, l’olio di cocco ha cominciato ad incutere timore ed è stato sostituito da quello di soia. In prima linea nella propaganda a discapito dell’olio di cocco ci fu l’American Soybean Association, che, promuovendo una campagna negativa costrinse circa 70.000 agricoltori di cocco a spostare le proprie coltivazioni, ha provocato negli ultimi 20 anni, una perdita economica di 1,4 miliardi dollari. Il produttore di olio di cocco PCOPA all’epoca, cercò di smentire a gran voce le accuse dell’ASA, sostenendo che non tutti i grassi saturi rappresentavano un male per la salute1. Anche se si desse per vera l’affermazione dell’ASA di un reale danno provocato dai grassi saturi2, soprattutto all’apparato cardiovascolare, come è possibile allora che gli abitanti del Sud del Pacifico che hanno vissuto per secoli seguendo diete tradizionali ricche di cocco raramente contraggano tali malattie al cuore?